Quelli che ti garbano non li hai mai fra le dita, negli occhi, dentro le orecchie. Quelli che non sopporti te li trovi sempre fra i piedi, in mezzo alla strada, dentro ai pensieri, fra le palle. Sarà che hai fatto qualcosa di male?!
La Vale c’ha il trattore nuovo, bellissimissimo, rosso, lucido, perfetto, poi vedremo. Doma dolce per ammaestrarlo, e se non funziona calci e calci, faremo grandi cose, non cose grandi, ma grandi cose, Beppe, lo chiameremo Beppe.
L’ho vissuto in ansia il suo arrivo, l’ho scelto col mio babbo, e lui, non l’ha visto, o forse lo vede meglio di me, ci sono, ce la faccio, ci provo. Le braccia sono percorse da scosse, lo stomaco sembra di stoppa, la testa non lo so, un minestrone più o meno. Vedessi quanta plastica, vedessi come guido con che imbranataggine timorosa, che io lo so che ho fatto cose meglio e più difficili, ma l’ansia, che palle l’ansia, ci sono, ci sto, ce la faccio, e se non ce la faccio…macchè, io ce la faccio.
Tesa irascibile incazzata, senza o con tanti motivi. La Vale deve trovare un modo per esplodere.
I miei frutti. Ero stanca, ho portato le cucciole a correre, separatamente. Son passata a trovare i piccoli frutti piantati da poco. Quando hai camminato tutto il giorno per una vigna ‘lavorando’ e ti senti in vacanza andando a camminare con due cani da caccia per vigne e oliveti e frutti, forse in te c’è qualcosa di malato, ma tant’è. Son fioriti. I peschi son fioriti. Senza immagini, vedeste che belli, esili, fragili, robusti a modo loro, forti in fragilità. Son fioriti. E chi non è fiorito, tipo i melograni, che non è tempo, ha proposto foglioline, ha detto son vivo. E mi vien voglia di continuare a dargli da bere e voglia di aspettare di vedere che crescono. Son fioriti, come i susini selvatici in fondo alla vigna, col loro profumo lieve, col vento leggero che pare che nevica ( perchè la grammatica certe volte è fuori luogo). E piccoli petali cadono, non sono fiori che muoiono sono frutti che nascono. Punto a capo con lettera maiuscola.
Che bello che è certe volte vivere qui stanca coi piedi che dolgono e i profumi lievi e privi d’arroganza.
Mi piace leggere e legarmi ad alcuni uomini che sanno scrivere. Più o meno riconosciuti sulle antologie. Mi piace innamorarmi di cose lontane. Mi piace provare malinconia per cose che, in fondo, non mi appartengono.
sono.
Come un limone al contrario, la polpa fuori, poi il bianco amarino e dentro la buccia un po’ ruvida. Mi ci vuole quella cartina che mettono ai limoni, perchè se qualcuno se ne accorge mi spreme quando gli pare.
Oggi è san Patrizio, patrono d’Irlanda, terra che t’entra nel cuore.
E oggi vanga. Sbuccia le mani, ci verrà nuova pelle, sbuccia anche i pensieri, speriamo che venga nuova pelle anche li. Dodici nuovi frutti piantati, melograni, albicocchi, peschinoce, susini, un pesco e un ciliegio, alcuni innestati su frutti antichi, che forse faranno frutti in futuro. Che strano lavoro. Fare qualcosa che darà frutti fra anni. Lavorare senza la sicurezza di assaggiare quei frutti. Strano lavoro, da ottimisti. O da incoscienti.
Intorno alle sei e trenta del mattino lei balza sul letto, dopo aver “colazionato” con crocchini o tonno. Mi sveglia, arriva sul cuscino, aspetta che le proponga la posizione ideale per rannicchiarsi e prendere il cinquanta per cento più uno del guanciale. Non siamo in democrazia, la maggioranza assoluta è sua. Non l’ho mai vissuta come un gatto, l’ho sempre interpretata come una bimbetta, una cittina morbida e piena di carattere. Si rimette a dormire, pian piano si umanizza, si sdraia, mi appoggia le zampine sulla mano e a volte sogna, mugola, piange, discute. La sveglio. Si stiracchia, mi guarda, richiude gli occhi piena di una fiducia assoluta nei miei confronti, non è un gatto, in quel momento, non è in tensione, è nel mio abbraccio, con le zampe rilassate sulla mia mano, se sta male non si lamenta, se andiamo dal vet sfida un pastore belga, se son triste lei sembra saperlo.
Questa è di solito la prima cosa bella che mi accade al mattino, talvolta è l’unica, perchè io son strana, troppo strana forse. Chiunque però, se viene amato sin da piccolo regala sorprese meravigliose. E stasera si va dal vet. .
E… son vergognosa, lo so, non scrivo mai, eppure qui siamo in stallo, se non sgela e mi manda in vigna io mi logoro, anzi insomma, mi faccio le girate con la mia segugetta, vedo correre caprioli in branco, mi occupo di tutte le pallose burocrazie che ricorrono puntuali con un lavoro e con pratiche di successione. E pago. Di solito si fa così, la burocrazia costa. Amen.
Ah qualche volta ho anche pattinato sul ghiaccio, con vari mezzi e in varie forme, decisamente poco divertente, meglio scongelare l’acqua delle cucciole che si ghiaccia di continuo, insomma fa freddo ma questo lo dicon tutti, se lo devo aggiungere anche io, meglio lasciar perdere e rinvigorire il fuoco nel camino, un bel tacer non fu mai scritto, ma un post banale lo sanno fare tutti, io compresa, come si vede.
